Alcune realizzazioni e commenti di motoguzzisti e non

Gino, Minervino Murge (BT), Moto Guzzi V35, luglio 2015
Rocco (Taranto), Suzuki 550E
del 1980, febbraio 2014 
Pasquale, Paolo e Domenico (Sant'Egidio del Monte Albino), Moto Guzzi 500 Falcone, maggio 2014

Francesco (Aprilia, RM), Moto Guzzi V35II del 1983
, maggio 2012.
Giancarlo (Isola delle Femmine, PA), Moto Guzzi V35PA
,
settembre 2011
Paolo (Ischia), Moto Guzzi V50C
, settembre 2011
Paolo (San Quirino, PN), Moto Guzzi V35C del 1986, marzo 2011
Stefano (Lessona Biella), Moto Guzzi Stornello 125 turismo del 1961, gennaio 2011
Luciano (Ronca' Verona), Moto Guzzi V65C del 1984, luglio 2010
Daniele (Avellino), Moto Guzzi, luglio 2010
Daniele Cinni (Milano), Moto Guzzi V65 Lario, giugno 2010
Fabiano (Piombino), Moto Guzzi V65SP, aprile 2010
Armando (Medolla Modena), Moto Guzzi V35C del 1984, km 42.000, aprile 2010
Andrea Ambrosio (Rovigo), Moto Guzzi Cali2, Moto Guzzi V35 prima serie con 32000 km, Vespa GTR 125 ma con motore sprint 150, marzo 2010
Nicola Livi (Pistoia), Moto Guzzi V35 II del 1981, marzo 2010

Isidoro (Roma), Mercedes 200 W123 del 1980 con alimentazione a GPL
, gennaio 2010
Nicolò Antonio (Milano), Moto Guzzi V35C del 1984 con più di 35000 km, giugno 2009
Sergio (Orsago, Treviso), Gilera B300 del 1963, impianto elettrico a 6 V, maggio 2009
Carlo (Brindisi), Moto Guzzi V35 II, ottobre 2008
Andrea (Varese), Moto Guzzi V65 SP, giugno 2008
Roberto (Roma), Moto Guzzi V65 SP, giugno 2006

 
Gino, Minervino Murge (BT), Moto Guzzi V35, luglio 2015
La settimana scorsa ho finito i lavori del montaggio del kit salva-puntine, il tutto funziona egregiamente, la moto è partita al primo tentativo e la mia amata Guzzi sembra rinata, accelerazione fantastica e molto fluida, ho regolato la carburazione e mantiene il minino sotto i 1000 giri.
Domenica scorsa ho percorso 260 km su tutto il promontorio del Gargano senza nessun problema nonostante le alte temperature sulle salite in prima e seconda marcia.
Gino








Rocco (Taranto), Suzuki 550E del 1980, febbraio 2014

In occasione della sostituzione del motorino di avviamento della mia Suzuki 550 GS  4 cilindri ho installato il circuito "salva-puntine" e funziona benissimo. L'ho installato prima provvisorio con dei fili volanti e dopo aver visto che andava bene l'ho fissato definitivamente al telaio, ora funziona normalmente.
I condensatori delle puntine non li ho staccati e il dispositivo funziona bene lo stesso, ciò nel caso che se in strada dovesse succedere qualcosa posso sempre ritornare alle puntine spostando alcuni fili della morsettiera.
Le foto sono del montaggio provvisorio.
Rocco








Pasquale, Paolo e Domenico (Sant'Egidio del Monte Albino - SA), Moto Guzzi 500 Falcone, maggio 2014






















Francesco (Aprilia, RM), Moto Guzzi V35II del 1983, maggio 2012

La prima impressione viene dall’odore dei gas di scarico che prima, al minimo erano irritanti, sintomo di cattiva combustione. Ora invece l’odore acre non si sente più.
Ho posizionato il kit sul tubo destro del telaio frapponendo due strati di neoprene adesivo e fissando con due fascette da elettricista riapribili (non si sa mai). Ho posizionato sullo scatolotto in corrispondenza dei mosfet una alettina di raffreddamento di una vecchia cpu.
Dato che uso la moto 12 mesi l’anno, con il sole e non, ho sigillato i passacavi e tutte le fessure dello scatolo.

Francesco








Giancarlo (Isola delle Femmine, PA), Moto Guzzi, V35PA, settembre 2011

Modifica che ho apportato in corso d’opera durante l’istallazione della centralina.

In poche parole, la mia moto come si può vedere dalla foto è una v35 PA carenata, mi sono posto il problema di rimettere tutto a posto in caso di guasto improvviso della centralina, ho così deciso di remotare tutti i collegamenti e di portarli in un luogo accessibile ed il migliore che ho trovato è nella parte inferiore della tanga all’altezza della forcella in modo che inserendo la mano tra  la carena e la forcella si possano prendere i cavi che sono stati collegato ad un connettore faston femmina a 8 poli. Avendo tutti i cavi sul connettore ho fatto due interfacce, una per il normale funzionamento della centralina e una per il ripristino totale dell’impianto iniziale, naturalmente i due poli dei condensatori che non sono collegati nella centralina sono stati collegati ad un cavettino bipolare e inseriti nel connettore femmina (E ed F).

In caso di guasto basta staccare il connettore a 8 poli maschio (interfaccia centralina) e inserire il connettore maschio (interfaccia ripristino) che sta nel porta oggetti sotto la sella.
Giancarlo




Paolo (Ischia), Moto Guzzi V50C, settembre 2011

Quando lo scorso anno decisi di acquistare la mia prima Moto Guzzi, ancor prima di andare a ritirare la mia V50C, iniziai a capire se vi fosse la possibilità di ovviare al problema dell'usura delle puntine platinate.
Cercando in internet, mi imbattei nel sito di Carlo, e lessi stupefatto delle varie esperienze di altri Guzzisti e non con i suoi dispositivi. Io che mi sento sempre un pò pioniere in queste cose, decisi immediatamente di provare il marchingegno salva-puntine.
Dopo aver contattato Carlo ed aver riscontrato una disponibilità enorme, anche in periodi di ferie per tutti, come il mese di agosto e una modestia fuori dal comune, passai all'acquisto. Una volta montata la centralina, riscontrai immediatamente un perfetto funzionamento della motocicletta. Alcuni mesi dopo acquistai anche un T3 California e, pensando di utilizzarlo più del V50C, spostai il dispositivo salva-puntine sulla 850.
Il tutto sempre senza nessuna regolazione aggiuntiva: il montaggio è di una semplicità disarmante: si installa con i suoi cavetti, tra le punte e le bobine! Durante la primavera 2011, resomi conto che utilizzavo parimenti le due moto, chiamai Carlo ed acquistai un secondo dispositivo: con mia grande sorpresa ho riscontrato che è stata migliorata e rimpicciolita ulteriormente la scatola, aggiunta la predisposizione per l'utilizzo con la sua accensione
elettronica, con maggiore semplicità di montaggio sulla moto, qualora ve ne fosse bisogno. Dopo oltre diecimila chilometri percorsi tra le due moto, le puntine sono ancora lì, perfette. E' ovvio e chiaro che il dispositivo di Carlo, di cui - prove su strada alla mano - io sono un entusiasta sostenitore, è un interruttore elettronico, per cui non chiedetegli il miracolo di far andare la moto se la carburazione non è ben effettuata o la messa in fase è
scorretta. Il dispositivo serve a non doversi più preoccupare delle puntine e della loro usura.
Meccanicamente, al momento dei tagliandi, una controllata alla registrazione e un pizzico di lubrificazione, rende il vostro viaggio inarrestabile!
Il montaggio del secondo dispositivo è stato effettuato al più importante Centro Guzzi autorizzato della Campania e, in quella circostanza, complimenti da tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Paolo




Paolo (San Quirino, PN), Moto Guzzi V35C del 1986, marzo 2011

La moto in questo mese si è comportata benissimo, nonostante fosse in fase perfetta e puntine e condensatori a posto (nuovi) anche prima,  non ha mai funzionato meglio di come va adesso. Le accensioni sono più pronte, il minimo è molto più regolare e anche la marcia è molto più fluida. Devo ancora controllare se i consumi sono migliorati ma penso che di pari passo ai vantaggi poc'anzi elencati anche in questo caso dovrei avere un miglioramento.

Inoltre non si vedono più scintille nelle puntine con la completa eliminazione del calore in questo punto; e si sa uno dei problemi della serie piccola delle Guzzi era proprio il surriscaldamento di questa parte sopratutto durante i viaggi lunghi.

Insomma sono veramente entusiasta del circuito e nonostante possa ritornare alle "vecchie" puntine con circa 5 minuti di lavoro, penso proprio che non ritornerò più indietro.
Paolo




Stefano (Lessona, Biella), Moto Guzzi Stornello 125 turismo del 1961, gennaio 2011

Ho terminato le prove e l'installazione della centralina salva puntine sullo stornello 125 turismo che userò a luglio per la Milano-Taranto, sembra funzionare tutto egregiamente, ho anche sostituito la bobina con una da 3,5 Ohm di impedenza; altra cosa che ho fatto dopo avere inserito nel contenitore il salva puntine ho resinato il tutto onde evitare che con le vibrazioni qualche pezzo si dissaldi. Ho allegato  lo schema elettrico con le modifiche di come ho collegato la centralina, potrà essere di aiuto per chi fa la modifica, a differenza delle Moto Guzzi più grandi quando si toglie la chiave dal quadro non si interrompe il positivo, bensì il negativo, ma non credo che ci siano problemi con dispersioni o cose simili. ora non mi rimane che mettere a punto lo scarico e la carburazione.
La Milano-Taranto è la rievocazione storica per moto d'epoca (25a edizione) a tappe che, puntualmente dal luglio 1987 attraversa l’Italia con il rombo delle moto che hanno fatto la storia del nostro Bel Paese. Si svolgerà dal 3 al 9 luglio 2011, per saperne di più visitare il sito http://www.milanotaranto.it/.
Descrizione fotografie
1. foto 1 - 5: dopo avere montato i componenti sulla basetta e modificato l'impianto elettrico per il collegamento del circuito salva puntine, fissato quest'ultimo su un serbatoio provvisorio che ho fatto anche per testare il nuovo carburatore, evitando di togliere e mettere il serbatoio originale, faccio dei giri di prova, testando anche bobine differenti;
2. foto 6 - 14: costruisco un contenitore utilizzando parte di un alimentatore guasto, dove vado ad inserire il salva puntine, annegandolo  poi con della resina apposita per circuiti,  onde evitare che i componenti si dissaldino, visto le vigorose vibrazioni della moto, e anche per preservarlo da umidità e acqua;
3
. foto 15 e 16: applico il salva puntine con il suo contenitore sotto la trave principale vicino alla bobina e sostituisco quest'ultima con una che ha impedenza di 3,5 ohm (per ridurre la corrente fornita dalla batteria);
4.
foto 17: mostra le modifiche da eseguire all'impianto elettrico rispetto allo schema originale.
Stefano











Luciano (Ronca' Verona), Moto Guzzi V65C del 1984, luglio 2010

Ho installato, sulla mia moto (Moto Guzzi V65C del 1984), il salva-puntine da circa 4000 km. La moto si accende senza esitazioni a motore freddo e a caldo, prima mi faceva penare. Agli alti regimi, il motore gira meglio, con un sensibile calo dei consumi. Vorrei far notare che sulla moto non è stata fatta nessuna altra modifica o regolazione.

Luciano


Daniele (Avellino), Moto Guzzi, luglio 2010

Ecco alcune foto allegate del lavoro: per ammortizzare le vibrazioni, ho incollato un bel po’ di GUARNIZIONE TERMICA per infissi al di sotto del tubolare del telaio; ho avuto l’accortezza di posizionare “The Box” con il lato dei transistor verso il senso di marcia – così da prendere l’aria fresca che arriva li sotto – almeno alcuni architetti le cose ci provano a posizionarle con criterio. Ho fatto un paio di chilometri: si “sente” che l’erogazione della potenza è più fluida e costante! Adesso non mi resta che aspettare la tua prossima “invenzione”.
Daniele


Daniele Cinni (Milano), Moto Guzzi V65 Lario, giugno 2010

Le istruzioni sono complete e non lasciano dubbi per il montaggio. Premetto che sono sempre stato abbastanza pignolo nella messa in fase dell'accensione, ma con questo dispositivo ho avvertito sin dalla prima accensione un miglioramento dell'avviamento ed il funzionamento al minimo è diventato più regolare.
Sono proprio soddisfatto !
Daniele
Fabiano (Piombino), Moto Guzzi V65SP, aprile 2010

Il salva-puntine funziona egregiamente, il motore è praticamente "rinato" tornando ai vecchi splendori.      Partenze sempre pronte, prima a freddo stentava un pò, resa ottimale, prestazioni probabilmente aumentate, ma  quest'ultimo fatto mi interessa relativamente, si tratta di una "vecchia signora" della strada, e come tale va trattata.
Ti ringrazio di nuovo per l'opportunità che mi hai concesso di ridare nuova vita alla "Mitica".
Fabiano

Armando Medolla (Modena), Moto Guzzi V35C del 1984, km 42.000, aprile 2010


Andrea Ambrosio (Rovigo), Moto Guzzi Cali2, Moto Guzzi V35 prima serie con 32000 km, vespa GTR 125 ma con motore sprint 150, marzo 2010

Il tuo Kit è arrivato preciso con tutto quello che avevi indicato, addirittura lo stagno per saldare!!! e le istruzioni sono chiare anche se un minimo di dimestichezza con i componenti elettronici ci vuole (ho fatto un po fatica a distinguere i diodi ma li ho cercati per conferma in internet). La cosa che ho trovato più difficile è stata fissare gli occhielli sui terminali di ottone e inserire i gommini nella scatolina perchè sono veramente grossi rispetto ai fori. Per il resto basta armarsi di un po di pazienza, leggere prima tutte le istruzioni e poi procedere. L'installazione sul cali2 è abbastanza facile e la centralina si può posizionare sopra la scatola filtro aria fuori dal serbatoio, ci sta perfetta. Io per maggior sicurezza ho ricoperto tutti i cavi che escono dal kit con guaina termo-restringente e ho collegato il positivo sulla scatola dei fusibili della moto sull'uscita libera di un fusibile sotto chiave. Poiché sul cali2 togliere i condensatori è trafficoso ho solamente scollegato il polo dalla puntina e l'ho isolato con nastro adesivo lasciandoli in loco e richiudendo il coperchio dello spinterogeno. Individuare i cavi rosso e verde delle puntine è facile e sono comodi a portata di mano una volta tolto il serbatoio. Alla fine di tutto per il momento sono veramente soddisfatto del kit salva-puntine.
Andrea




Nicola Livi (Pistoia), Moto Guzzi V35II del 1981, marzo 2010

Si tratta di un V35 II del 1981 completamente revisionata in casa, meccanica e carrozzeria.
Sono finalmente riuscito ad assemblare ed installare il salva-puntine, ho apportato una piccola modifica che puoi vedere chiaramente nelle foto e riguarda il dissipatore di calore, sfruttandone uno prelevato da un vecchio computer, che mi sembra serva più compiutamente allo scopo. Per il resto devo dire che tutto funziona perfettamente e la corrente generata è visibilmente molto buona.

Nicola.


Isidoro (Roma), Mercedes 200 W123 del 1980 con alimentazione a GPL, gennaio 2010

Come puoi notare, ho eseguito il fissaggio con una fascetta stringi tubo usando due fori già presenti sul parafango (ex montaggio di qualche accessorio) interponendo tra la scatoletta ed il telaio, un pezzo di gomma morbida (di quella usata per isolare i tubi idraulici) per smorzare eventuali vibrazioni che potrebbero danneggiare i componenti elettronici. Inoltre ho lasciato i faston originali per poter ripristinare in un attimo il cablaggio originale in caso di anomalia anche in viaggio e senza bisogno di attrezzi.
La Mercedes è rinata!.

Isidoro.

Nicolò Antonio (Milano), Moto Guzzi v35c del 1984 con più di 35000 km, giugno 2009

Ho 40 anni, vivo in provincia di Milano, ho sempre avuto la passione per i motori.
La mia moto è una Moto Guzzi v35c del 1984 con più di 35.000km, l'ho acquista questo anno a marzo.
Ho fatto un primo test di più di 150 km con la centralina installata: la moto non perde un colpo.

Nicolò.

Sergio (Orsago, Treviso), Gilera B300, impianto elettrico a 6 V, maggio 2009

Ho completato da poco il montaggio della tua accensione elettronica e l'ho installata sulla Gilera B300 del 1963 che posseggo. E' stato abbastanza facile nasconderla bene perchè è piccola, come potrai vedere dalle foto l'ho messa sotto al serbatoio allontanando leggermente le bobine tra loro. Il funzionamento è perfetto, la moto ha preso regolarità di funzionamento, maggior grinta e finalmente non ho più problemi con i condensatori e le puntine. 
Sergio.

Carlo (Brindisi), Moto Guzzi V35 II, ottobre 2008

Era da un po’ che stavo cercando di sviluppare un circuitino elettronico per l’accensione della mia Honda CB 500 four e, gironzolando per internet in cerca di qualche spunto o qualche idea da cui partire, mi sono imbattuto in questo: il Progetto di una semplice ed efficiente accensione elettronica.
Fin da subito ho avuto l’impressione che non fosse il solito sito dove si cerca di vendervi qualcosa: si tratta di qualcuno che ha messo a frutto le proprie conoscenze traendone qualcosa di utile e valido, costruendo questo apparecchietto prima per se e, dopo averlo utilizzato a lungo, proponendolo anche a tutti coloro i quali potessero trarne beneficio per il proprio mezzo a due ruote.
In realtà non si può definire un'accensione elettronica vera e propria, ma un circuito salvapuntine che comporta però alcuni vantaggi tipici dell'accensione elettronica, come la bassa corrente che le attraversa. Chi è addentrato nel mondo dell’elettronica può seguire il circuito e rendersi conto del funzionamento e della validità dell’apparecchio.
Chi ha realizzato il kit è una persona squisita nonché disponibile ad aiutarvi in caso di problemi attraverso il suo indirizzo e-mail.
Io, dopo uno scambio epistolare, ho deciso di richiedere il kit per realizzarne una a mio cognato, che ha una Guzzi V35 II da rivitalizzare.
Le spiegazioni sono esaurienti e la costruzione e il collegamento dell’apparecchietto semplicissimi. Bisogna scollegare i condensatori delle puntine, per cui, in caso di defaillance, l’unica operazione da compiere é quella di ristabilirne il collegamento. Non è un vantaggio da poco, anzi questo me la l’ha fatta preferire a quelle che adottano il pik-up.
Una volta assemblato, lo scatolotto è stato sistemato sotto il serbatoio e collegato facilmente.
La moto è partita all’istante con un minimo subito regolare, poi, mentre provava la moto su strada, mio cognato mi ha telefonato. Mi sono spaventato nel sentirlo esagitato e non capivo che diceva. Quando infine si è calmato, mi ha detto tutto entusiasta che la moto “andava da Dio”: entra subito a regime, minimo regolarissimo, ripresa eccezionale (calma, è sempre una Guzzi) e migliore sfruttamento delle marce. Sembra anche che sia sensibilmente migliorato il vuoto che avvertiva ai medi regimi e che è tipico di quel modello.
Le puntine dovrebbero durare pressoché in eterno, comportandosi da semplici interruttori e non dovendo commutare importanti valori di corrente. La sostituzione avverrà più che altro a causa dell’usura del pattino che le sostiene e che causa una progressiva variazione dell'anticipo, ma questo avviene indifferentemente dall’apparecchietto; basterà continuare a controllare l’anticipo periodicamente, come si è sempre fatto.
A quanto mi risulta, può essere usato tale e quale sulle nostre four, per questo a breve ne realizzerò una per la mia, e non solo: ……c’è anche la Fiat 500 di un amico.
Carlo

 

Andrea (Varese), Moto Guzzi V65 SP, giugno 2008

L'accensione funziona come un orologio e la V65 SP è rinata !

Andrea

Roberto (Roma), Moto Guzzi V65 SP, giugno 2006

Attratto dalle due ruote già in età prescolare, vago solitamente nei forum dei centauri e qualche tempo fa, mi sono imbattuto in un post che ritraeva una Guzzi V65 SP, moto assolutamente identica alla mia. Rapito dall’immagine, mi sono incuriosito e nel leggere l’articolo, mi si suggeriva di modificare l’accensione tradizionale della mia moto, con una controllata a transistori. Confesso che per mia scelta, preferisco mantenere qualsiasi veicolo nelle sue caratteristiche originali e poi, la mia Guzzi, oltre 30.000 Km, non aveva mai manifestato problemi di accensione. Si, forse dopo che era rimasta parcheggiata a lungo sotto violenti temporali, poi, zoppicava un poco ad avviarsi, ma niente di più. Qualche giorno fa, in coincidenza della rievocazione del circuito di Monte Mario (Roma), il 12 maggio u.s.(2006), ho avuto occasione di conoscere l’autore dell’articolo suddetto, il quale, malgrado la mia manifestata indifferenza all’argomento, mi propose di installare a titolo sperimentale il suo dispositivo sulla mia moto. Dato che, la Guzzi è stata per me sempre uno stimolo ed una sfida alla migliore messa a punto, a quel colpo miracoloso di cacciavite, che soltanto chi la cavalca tutti i giorni, riesce a dare e a percepirne l’effetto, ho raccolto la proposta come un’ulteriore ricerca ad ottimizzare le prestazioni del mezzo. Approfittando dei noiosi programmi televisivi, una sera, dopo un'abbondante libagione, mi sono rinchiuso in garage. Eravamo finalmente io e lei: la moto, s’intende. Ho tolto il serbatoio, smontato il coperchio delle puntine e con grande stupore, mi sono accorto che la superficie di contatto delle stesse era oramai costituita da un cono da una parte e da un cratere dall’altra, che si erano adattati l’uno all’altro, ma che non consentivano più il necessario passaggio di corrente per alimentare le bobine di accensione e che da un momento all’altro, mi avrebbero piantato in asso. Ho rettificato quindi, la superficie dei contatti, ho messo in fase il motore, ho inserito e collegato il dispositivo di Carlo e poi senza rimettere il serbatoio per scaramanzia ed incrociando le dita, ho provato a mettere in moto. Mi ha salutato immediatamente il rombo del bicilindrico, che a malincuore ho dovuto smorzare per evitare di gasarmi nel box. I giorni successivi, nell’uso quotidiano, nel traffico e sull’autostrada, ho potuto apprezzare il miglioramento tangibile della mia moto, che ora stava vivendo una nuova giovinezza. Il motore era molto più docile, non aveva impuntature ai bassi regimi, aveva un comportamento molto fluido, era progressivo nell’accelerazione e consentiva di risparmiare il cambio. Inoltre nell’avviarla, non perdeva un colpo. Mi sembrava un’altra moto. La diavoleria di Carlo mi aveva convinto. Il lunedì successivo feci la lista dei componenti e con circa 20 euro di spesa avevo già tutto il necessario, per realizzare il dispositivo. Il circuito stampato, venne fornito da Carlo. Il successivo fine settimana, mi sono armato di saldatore, stagno, lima e pinzette, (ahimè vecchi ricordi di gioventù) e seguendo le istruzioni di Carlo, ho realizzato l’accensione. Ho sospeso poi il contenitore che racchiude il dispositivo, con due fascette ai due occhielli del longherone centrale del telaio della moto, sotto il serbatoio, perché sia il più lontano possibile dal calore del motore, inoltre per isolare i condensatori dall’impianto, ho svitato i dadini da 6 che trattenevano gli ancoraggi ed ho inserito l’occhiello del terminale della puntina, direttamente sulla femmina Faston del cablaggio, che in origine va verso la bobina, ma che dopo la modifica va su uno dei due ingressi dell’accensione elettronica. Inutile raccontare che anche in quest’occasione ho provato ad accendere il motore senza rimettere il serbatoio ed ancora incrociando le dita e che anche questa volta, il rombo del bicilindrico mi ha subito salutato festante. In questo caso avrei potuto tenerlo acceso senza gasarmi, visto che ero all'aperto in giardino, ma l’autonomia era limitata dal solo carburante presente nelle vaschette. Una volta rimontato il serbatoio, ho proceduto ad una messa a punto finale e morale della favola: adesso la giapponese ultimo strillo, acquistata due mesi fa, la lascio riposare in garage ed io giro in Guzzi.
Roberto Bielli



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